Donne, attenzione alla fragilità ossea

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fragilità ossea – Salute-Nutrizione.it

L’infiammazione cronica è associata ed un elevato rischio di patologie tipiche dell’età adulta, tra cui l’osteoporosi e la fragilità ossea. Un’alimentazione ricca di frutta, verdura, pesce e cereali integrali è ciò che può modificare i livelli dei markers plasmatici, ossia di quelle molecole indice di infiammazione, come la proteina C-reattiva (PCR) e diverse interleuchine (IL), ma non solo. Una dieta antinfiammatoria migliora la densità ossea riducendo il rischio di fratture negli anziani.

E’ quanto si evidenzia in uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Bone and Mineral Research.

Gli studiosi hanno preso in esame un’ampia ricerca (la Women’s Health Initiative) condotta su donne in post-menopausa con una media di 63 anni, dal 1993 al 1998. Hanno analizzando i dati sulla dieta di 160191 donne e assegnando a 32 componenti di cibi, in particolare consumati nei tre mesi precedenti all’arruolamento allo studio, un punteggio in termini di infiammazione (dietary inflammation index). Per 10.000 donne sono stati poi raccolti dei dati sulla densità minerale delle ossa, mentre per tutto il campione sono stati esaminati i dati relativi alle fratture.

Dopo sei anni di osservazione, è emerso che al modello dietetico meno infiammatorio è associata una minore perdita di mineralità ossea. Inoltre, alle donne con meno di 63 anni che seguivano un’alimentazione qualitativamente migliore era associato un minor rischio di frattura dell’anca. Di contro, alle donne che conducevano un’alimentazione più infiammatoria era associato un rischio di frattura superiore del  50%.

 

Orchard T., et al (2016) Journal of Bone and Mineral Research

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