Ovaio policistico: l’alimentazione aiuta?

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La Sindrome dell’ Ovaio Policistico (Pcos) o sindrome di Stein-Leventhal è tra le patologie di interesse femminile, che attualmente riveste un ruolo sempre più emergente.
La Pcos è una condizione caratterizzata da ovaie ingrandite e ripiene di cisti di varie dimensioni che prevale nel 4-12% delle donne in età riproduttiva e rappresenta la principale causa di infertilità.
La più importante causa dell’ ovaio policistico è l’iperandrogenismo, che è responsabile dell’irsutismo (comparsa di peli maschili), dell’acne, dei disturbi del ciclo (irregolarità mestruali, amenorrea, mancata ovulazione) e di una serie di implicazioni metaboliche come, obesità, insulino-resistenza, diabete, dislipidemie. Tutti questi aspetti interferiscono negativamente non solo sulla qualità della vita, ma anche sul versante psico-relazionale con un maggior rischio di sviluppare ansia, depressione, bassa autostima, disturbi alimentari e ripercussioni sull’identità femminile, tale da definire tale patologia “ladra di femminilità”.
Un corretto stile di vita, associato ad una terapia farmacologica se necessario, è alla base del trattamento per la Pcos. Mantenere un peso adeguato associando l’esercizio fisico, favoriscono il miglioramento dei sintomi e aiutano a prevenire le complicanze.
Diete a basso contenuto di carboidrati non si sono dimostrate particolarmente efficaci, ma più difficili da seguire a lungo termine con numero maggiore di drop out. Le ricerche in merito suggeriscono di adottare regimi a basso carico glicemico (soprattutto per risolvere il problema dell’insulino-resistenza) preferendo quindi il consumo di carboidrati più adatti al controllo glicemico, come cereali integrali, orzo, avena, farro, kamut, quinoa, ecc., incentivando un elevato consumo di fibra, raggiungibile con 3-5 porzioni di frutta e verdura al giorno e legumi almeno 3-4 volte a settimana, limitando l’assunzione di zucchero, dolci e bevande zuccherate, privilegiando alimenti ricchi di grassi mono- e polinsaturi (olio extravergine d’oliva, pesce azzurro, frutta secca, olio e semi di lino), riducendo il consumo di grassi saturi (formaggi stagionati, carni grasse, insaccati, burro, olio di palma e cocco).
Evitare il consumo di alcolici, limitare l’assunzione eccessiva di caffè, incentivando una buona idratazione con un litro e mezzo di acqua al giorno, sono indicazioni altrettanto importanti come quelle volte alla dismissione del fumo e all’attività fisica regolare.
Ovaio policistico: l’alimentazione aiuta?
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