Se la dieta non funziona è colpa del microbiota

Blog 2016-01 - Good and Bad bacterial flora 2
flora batterica intestinale – Salute-Nutrizione.it

Chi ha scelto di mettersi a dieta dopo gli stravizi delle feste deve armarsi di pazienza, perché la flora batterica intestinale (il microbiota), abituata agli eccessi delle feste, potrebbe rallentare la risposta ad un nuovo regime dimagrante.

Una ricerca pubblicata su Cell Host & Microbe  ha evidenziato che iniziare una dieta dimagrante subito dopo un periodo in cui l’alimentazione è stata ricca di grassi, potrebbe non funzionare nel breve periodo e il “sabotaggio” potrebbe arrivare dai batteri dell’intestino. In sostanza, il microbiota, cioè la “popolazione” che compone la flora intestinale, potrebbe non essere pronto a digerire maggiori quantità di vegetali.

Il microbiota di un individuo non è una comunità isolata, ma fa parte di una metacommunity in cui i microbi hanno il potenziale di colonizzare nuovi habitat di intestino ed isolarsi da quelli presenti. La diversità dei microrganismi all’interno degli individui è governato da diversi fattori ecologici, tra cui le pressioni selettive tra i microrganismi, le esposizioni agli antibiotici e le diete. Indagini globali di analisi sul microbioma  umano hanno evidenziato che una dieta occidentale è associata a una bassa varietà di batteri nell’intestino, ma che può essere modificata con interventi dietetici che coinvolgono la restrizione calorica.

Gli studiosi hanno prelevato campioni di feci da due gruppi di persone: uno ha seguito una dieta ipocalorica a base di frutta e verdura, l’altro, una dieta senza restrizioni. Hanno così scoperto che chi aveva seguito la dieta ricca di vegetali e ad apporto calorico ristretto aveva un microbiota più diversificato. Hanno poi colonizzato gruppi di topi privi di germi intestinali con le comunità di batteri dei diversi donatori umani, nutrendo gli animali con la dieta originaria del donatore oppure con un regime diverso.

Sebbene i topi rispondessero alla nuova dieta, quelli che ne seguivano una senza limitazioni mostravano una risposta debole alla dieta ricca di vegetali. In sostanza, era come se batteri abituati ai cibi grassi faticassero ad adattarsi ad un nuovo regime alimentare con più frutta e verdura, frenando il dimagrimento. L’effetto è migliorato facendo coabitare animali con questo tipo di batteri, con quelli di topi che avevano una flora intestinale abituata alla dieta a base vegetale. Gli studiosi sperano che l’approccio utilizzato nello studio possa portare allo sviluppo di probiotici di ultima generazione.

 

Fonte: Griffin N.W. et al 2017 Jan 11;21(1):84-96

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